Chi siamo
Salviamo il Meisino è un comitato nato nel 2022 per difendere il Parco del Meisino, minacciato dalla costruzione di un Parco o Cittadella dello Sport, poi ridenominato Centro di Educazione Sportiva e Ambientale. Un progetto che sta devastando l'unica riserva naturale della Rete Natura 2000, tutelata a livello europeo, nel territorio del Comune di Torino, a pochi passi dal centro: un polmone verde prezioso e oggi totalmente pubblico. Siamo tante persone diverse, ma con un unico obiettivo che ci accomuna: impedire la costruzione della Cittadella dello sport e difendere il Parco del Meisino. In questi due anni di vita il Comitato ha realizzato numerose iniziative: assemblee pubbliche, eventi artistici, manifestazioni e presidi. Ha monitorato il parco per controllare e rallentare i lavori iniziati a settembre e ha anche proceduto per vie legali, presentando un ricorso al Tribunale ordinario il 23 dicembre 2024. Inoltre, per tutto il 2023 si è cercato di contrastare il progetto del Comune segnalando le palesi incongruenze, inviando lettere a mezzo PEC a Ministri, Vice Ministri, alti dirigenti dei Ministeri dello Sport e dell’Ambiente, a Commissari Europei, e alla Corte dei Conti. Tuttavia, non abbiamo ottenuto nessuna risposta, salvo quella del Capo del Dipartimento per lo sport - nella quale ci informava che, sentito il Comune di Torino: "gli interventi proposti e ammessi a finanziamento risultano compatibili con le finalità" del medesimo - e dei Commissari Europei interpellati, i quali hanno risposto che in quella fase, rimaneva tutto nelle decisioni del Governo Italiano. Sempre senza mai entrare nel merito alle dettagliate contestazioni che avevamo evidenziato. Le strade per difendere il Parco sono variegate, come la composizione del Comitato, ma tutte portano alla stessa meta, quella di porre fine a un progetto anacronistico e insensato, per cui vengono sprecati fondi del PNRR per finalità che non hanno nulla a che vedere con la resilienza e la protezione degli spazi verdi, né con le necessità di chi vi abita intorno. Il Comitato propone un’idea diversa di educazione ambientale, fatta dal basso e già messa in atto sia dal Comitato che dalle diverse Scuole che vivono il Meisino per quello che già è: una lezione a cielo aperto. Il Comitato propone un’idea diversa di sport: fatto a misura di persone, scelto da chi il parco lo vive, che abbraccia lo sport popolare, per tutti, senza che vengano privatizzate aree comuni e vengano perturbate le condizioni dell'ambiente naturale in cui si svolge. Come Salviamo il Meisino pensiamo non ci sia altra via che l’abbandono del progetto della Cittadella in toto. Ma non basta, pretendiamo che neanche un euro dei fondi a debito del PNRR (quindi nostri), venga usato per favorire società sportive private e per attività che non sono alla portata di tutti. Vogliamo che questi vengano investiti in ciò che serve a tutti e tutte le abitanti di Torino e dintorni. Oggi nessun’area verde può più essere sacrificata per il profitto di pochi. Ci troverete al parco per difenderlo fino alla fine: giù le mani dal Meisino!


Di Bruno Geda


Il Parco del Meisino
Il Meisino, che si estende dal ponte di Sassi al confine con il comune di San Mauro Torinese sulla riva destra del Po, è un parco pubblico torinese diverso dagli altri. Riserva Naturale a gestione regionale, fa parte del sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po ed è divenuto parco pubblico nel 1997.
Da allora comprende anche una Zona di Protezione Speciale (ZPS) dell'avifauna della Rete Natura2000, tutelata a livello europeo dalle Direttive Habitat e Uccelli. Questo perché, anche grazie alla sua posizione tra le confluenze del Po con la Dora Riparia e la Stura, ha attratto molti uccelli migratori, oltre che stanziali, sia terricoli sia acquatici. Inoltre è abitato da piccoli mammiferi (inclusi chirotteri), anfibi, rettili e invertebrati, tra cui specie protette.
Comprende una varietà di ecosistemi (boschetti, canneti, greti ghiaiosi, zone umide, prati, campi coltivati) e anche l'habitat prioritario 91E0 della Rete Natura2000. Include l'isolone Bertolla che ospita una delle poche garzaie urbane in Europa. Costituisce area di piena del fiume Po ed è quindi soggetto a inondazioni.
La moderata frequentazione umana ha sinora consentito la conservazione di questa riserva naturale, che dovrebbe essere promossa e non messa in pericolo da progetti che non ne rispettano le caratteristiche.

Cigno reale - Fotografia di Marco Sassoe

- Fotografia di Roberto Boero

Svasso maggiore - Fotografia di Achille Frisoli

Cigno reale - Fotografia di Marco Sassoe
Cos'è la nuova Cittadella dello Sport?
Nell'agosto 2022 i cittadini apprendono dai giornali che la Giunta Lo Russo ha chiesto 11,5 milioni di euro di fondi PNRR per realizzare nella riserva naturale del Meisino la Cittadella dello Sport. Tra le discipline che si potranno praticare: ciclocross, mountain bike, pump track, skiroll, biathlon, nordic ski (pista sintetica), arrampicata sportiva (lead e boulder), cricket e fitwalking cross. In seguito emerge che il progetto è diviso in due lotti. Il Cluster 1, relativo alla Cittadella dello Sport, include l'installazione delle attrezzature per gli sport suddetti (soltanto la pista per nordic ski sarà poi eliminata), nonché la realizzazione di una passerella ciclopedonale sopra corso Don Luigi Sturzo. Il Cluster 2 invece prevede la conversione dell'ex galoppatoio militare (fatto passare per struttura sportiva pubblica in disuso) in un Centro di Educazione Sportiva e Ambientale, presso il quale sarebbero collocate anche altre attrezzature fitness tra cui una palestra di arrampicata. Il progetto prevede inoltre la "riqualificazione naturalistica finalizzata alla fruizione ambientale e sportiva" della ZPS, consistente nell'eliminazione / sostituzione delle piante alloctone, nonché nell'installazione di griglie e nell'apertura di nuovi sentieri per consentire l'accesso alle zone umide. Il progetto di fattibilità presentato in sede di conferenza di servizi viene approvato, con alcune prescrizioni, dall'Ente di Gestione delle Aree Protette del Po Piemontese nella primavera del 2023. Gli Assessori in questa fase affermano pubblicamente che i lavori dureranno tre anni con interruzioni durante il periodo di nidificazione. Il progetto esecutivo viene pubblicato a luglio 2024. I cantieri iniziano a settembre 2024 e si apprende che dovranno concludersi entro settembre 2025, quindi senza soste nel periodo di riproduzione dell'avifauna. Il 10 dicembre 2024 gli Assessori comunicano che le attrezzature per pump track e skill bike saranno trasferite dal boschetto al campetto da calcio presso la bocciofila e che non saranno più installate le griglie nelle zone umide (modifiche richieste dalla Consulta per l'Ambiente e il Verde).
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